Pensieri

Operando fuori da ogni Logica

Operando fuori da ogni logica
Quella cascina abbandonata nella nebbia – scatto fotografico di Agnese Rroku


Lo stridio metallico di una voce senza anima che vive… una forza lancinante, spinge le pareti dello stomaco.

Immaginate, immaginate quel piacevole trambusto sensoriale e fisico di mani che scavano dentro lo stomaco portandosi via avidamente tutto ciò che prende o meno una certa consistenza.
Eppure, vi dirò che è bella.
Come sotto droga vi direi ancora … è meraviglioso. Bello vero?

Se mi fosse stato chiesto, avrei certamente ammesso come i muri siano in grado di gridarti addosso, una lingua estremamente rivoltante e putrido, che sa di muffa..

Un odor da chiuso sento qui dentro, come… acqua stagnante.
Non si direbbe certamente che il riflesso di uno spiraglio sia falso.

Chi l’ha ammesso? Su quale verità le consistenze del nulla vengono basate…?
Non c’è regola ora che dia del vero, ciò che può solo essere pesato con un criterio valido universalmente per ogni individuo.

Contorta comprensione insana di natura.

Matta, matta, pazza, e sana di una pazzia che non può cessare di non esistere e vivere.

Ma vi dico, che mi amo, mi amo, mi amo, mi amo, mi amo
Mi amo,

Mi amo,

Mi amo,

….

Operando ancora, fuori da ogni logica.

Un fiore

Augherial.Arte Agnese Rroku – Rrelisandos

La Fragola di Cenere

La fragola di cenere
Un carrello abbandonato in un parcheggio – scatto fotografico di Agnese Rroku


Sporcata, una Fragola caduta a terra nella cenere.
Una Fragola giace fresca, sul Simbolo della Speranza.
Su quel parapetto, seduta ad iniettare confusione con una lugubre presenza insistente vestita di nero.

Attenta e consapevole di non poterla raccoglierla, ne difenderla.
Quella Fragola rossa, giace ancora a terra. L’immortalità di un pensiero maledetto bloccato dal fumo.
Cecità di straordinarie capacità distruttive e costruttive.

Sporcata una Fragola caduta a terra nella cenere.
Una Fragola giace fresca, sul Simbolo della Speranza.

Consapevole che tanto, non comprendereste…

Augherial.Arte Agnese Rroku – Rrelisandos

Il mio Nome è Contrasto

Il mio nome è contrasto
Il mio Nome è Contrasto


Salve, il mio nome… è Contrasto,
Sono un sopravvissuto,Ascoltatemi.


Questa, è una delle poche cose che ricordo. Credo di essere morta e rinata in un lasso di tempo troppo rapido per essere identificato come ricordo vero e proprio… vago vago vago, per sette volte ancora vago.

Abbiate i riflessi pronti per poter ricordare. Non siate lenti…
Ciò che prima si accusava come condanna, si è rivelato essere un dono prezioso sceso dal cielo e risalito dalla terra.

Sono sopravvissuta ancora una volta.

Ho visto, questa esistenza, correre senza tempo, senza suoni, come fotogrammi muti ingrigiti dalla polvere di una vecchia credenza abbandonata.

Sotto il dominio delle regole della vita senza materia, date retta all’invisibile, ascoltate il silenzio, imparate a dialogare senza parlare, a vedere senza occhi.

E ciò che si teme per natura, studiatela, indagatela, prima ancora di segnalarla come marchio distinguibile.
La morte, non sempre sottrae alla vita, talvolta, è la vita stessa che si riprende ciò che è suo fin dal principio, astratto o materiale che sia.
Dovete essere in grado di vivere bene, è per farlo, non dovete essere nè vivi, nè morti.

Ripeto, sono sopravvissuta alla certezza…
Io mi chiamo Contrasto, e vivo in un limbo di domande e risposte continue.

Augherial.Arte Agnese Rroku – Rrelisandos

I Mastini delle Scatole

Lo scantinato dei mastini
Quei brusii sul fondo di uno scantinato – scatto fotografico di Agnese Rroku


Sapevo di quello scantinato, ma nuova era la soffitta. Il legno delle scalinate e delle pareti cigolavano. Crepe, muffe, ragnatele e polvere impedivano i raggi del sole di filtrare.

Non era grande, ma era ricolma di sole scatole.
Schiacciate, strappate, altre invece ammorbidite a tatto dall’umidità. In alcune di esse delle fioche luci si accendevano e si spegnevano. Si, come il battito delle palpebre di qualche creature. Quelle scatole parevano abitate. Avevo sentito dei cosiddetti Mastini abitare i vecchi soffitti.
Sono creature che dimorano nel silenzio, creature che attaccano non appena si sentono minacciate.

Minore è la paura è più offuscate sono le loro sembianze, maggiore è tale sensazione, è più nitide appaiono i loro volti, i loro musi, i loro corpi…Gelida a pelle. “Si, forse è meglio se scendo”
Chiusa alle spalle la porta del soffitto, scendo dalle scale. Ricordo ancora nelle orecchie qualche lieve brusio, qualche lieve ringhio provenire da una di esse.

Augherial.Arte Agnese Rroku – Rrelisandos